Al giorno d’oggi non basta essere riconoscibili, bisogna anche essere ricordati per qualcosa di preciso. È proprio qui che entra in gioco il brand positioning, ovvero il posto che un marchio riesce a occupare nella mente delle persone rispetto ai suoi concorrenti.
Posizionarsi significa fare delle scelte: capire a chi ci rivolgiamo, in quale mercato vogliamo essere percepiti e soprattutto perché un cliente dovrebbe sceglierci anziché optare un’alternativa.
Non basta dire di essere diversi
Qualità, innovazione, attenzione al cliente e affidabilità sono concetti importanti e spesso utilizzati da moltissimi brand. Per costruire un brand positioning efficace è necessario individuare un elemento distintivo che sia realmente rilevante per il proprio pubblico e, sopratutto, credibile.
Per questo alle promesse devono “affiancarsi” delle prove concrete, tipo esperienza, competenze, dati, certificazioni, metodo di lavoro, risultati o caratteristiche dell’offerta capaci di sostenere ciò che il brand racconta.
Anche la comunicazione ha un ruolo fondamentale. Sito web, social media, contenuti, campagne pubblicitarie, tono di voce e identità visiva devono contribuire a trasmettere nel tempo un messaggio coerente e riconoscibile.
Il brand positioning nell’era dell’IA
Oggi c’è poi un nuovo interlocutore da considerare: l’intelligenza artificiale.
I motori generativi, come ChatGPT, partecipano sempre più spesso ai processi di ricerca e scoperta, associando autonomamente un’azienda a determinati settori, competitor, caratteristiche e pubblici. Diventa quindi interessante confrontare il posizionamento che un brand desidera comunicare con quello che emerge dalle informazioni disponibili online.
Questo scenario porta il brand positioning a incontrare sempre più da vicino la SEO e quella che viene definita SEO for AI o Generative Engine Optimization (GEO). Se prima l’obiettivo era soprattutto essere trovati nei risultati di ricerca, oggi diventa importante anche essere compresi, classificati e associati correttamente dai sistemi generativi.
Contenuti coerenti, informazioni chiare sul sito, autorevolezza delle fonti esterne e una presenza digitale costruita nel tempo contribuiscono non soltanto alla visibilità, ma anche a definire quali concetti vengono associati al brand. In altre parole, non conta soltanto come un’azienda racconta se stessa ma anche come viene interpretata all’esterno.
Una strategia che va oltre il logo
Lavorare sul brand positioning non significa quindi semplicemente trovare un claim efficace o rinnovare l’identità visiva. Significa costruire, attraverso scelte strategiche e segnali coerenti, un’associazione chiara tra il proprio nome e una precisa ragione per essere scelti.
Quando tutti comunicano non basta più essere solo presenti, bisogna dare alle persone anche un motivo per essere ricordati.



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