Ultimo aggiornamento 4 Marzo 2021 di Alessandra

Chiunque navighi con una certa frequenza sul web, da PC o da smartphone, spesso si è sicuramente imbattuto in banner pubblicitari.

Di cosa si tratta? Altro non è che un annuncio pubblicitario sotto forma di immagine a striscia, posto sulla pagina web ricercata. Sembra finita qua, ma dietro a questa definizione c’è un mondo assai più complesso.

CARATTERISTICHE DEL BANNER

Un banner non è assolutamente sempre uguale ad un altro. Può essere statico (quando va fruito così com’è) oppure interattivo (quando consente, una volta cliccato, di raggiungere un’altra pagina web).

Il messaggio è costituito da un’immagine (GIF, JPEG), programmi JavaScript o altre applicazioni multimediali, che spesso comprendono suoni o animazioni per attrarre un maggior numero di utenti. Tali immagini hanno spesso una forma molto allungata, in alcuni casi alta e stretta, in altri larga e bassa.

Lo scopo principale di questo particolare annuncio è comune alla classica pubblicità. L’obbiettivo è infatti informare gli utenti dell’esistenza di un prodotto o di un servizio, cercando di motivarli a compiere quel click che porterebbe all’acquisto.

Vi è però una sostanziale differenza con la pubblicità tradizionale, ossia la possibilità, per l’azienda o compagnia creatrice del banner, di poter consultare i risultati della campagna pubblicitaria in tempo reale, in modo da avere un riscontro immediato dell’effettiva efficacia di tale strumento.

IL PRIMO ESEMPIO

La settimana scorsa, il 27 ottobre, è ricorso il ventiseiesimo anniversario dalla nascita del primissimo banner pubblicitario apparso su una pagina web.

Era il 1994 e sul sito hotwired.com comparve un annuncio molto inusuale: inquadrato in un rettangolo nero, delle lettere colorate chiedevano: “hai mai cliccato con il tuo mouse proprio QUI?” e una freccia indicava la risposta, nell’angolino, lapidaria: “LO FARAI”. Una volta effettuato il click si veniva rimandati ad un adv dell’operatore telefonico AT&T.

primo banner pubblicitario

La campagna ebbe un buon successo: il 44% degli utenti cliccò sul banner e atterrò sulla pagina preparata per l’occasione (una versione “demo” delle odierne landing pages).

DIMENSIONI DEI BANNER

Spesso può risultare importante la dimensione di questo annuncio, in alcuni casi infatti la sua visione può risultare più o meno invadente per l’utente. La tabella qui sotto riporta le misure principali e le forme ottimali per ciascuna tipologia di banner pubblicitari. A seconda della tipologia di messaggio e dei suoi obiettivi si potrà scegliere la posizione e la dimensione più adeguate.

dimensioni del banner

COME BLOCCARE UN BANNER

Fra la fine degli anni ’90 e l’inizio degli anni 2000 i banner pubblicitari iniziano letteralmente a invadere le pagine web e gli utenti si attrezzano: nel 2006 nasce Adblock, il più popolare blocker per le pubblicità moleste. Si tratta di un’estensione per browser che rende invisibili le pubblicità ed è disponibile anche per smartphone, sia Android che Ios. Se da una parte rappresenta una vera e propria ancora di salvezza dai banner invasivi, dall’altra è anche un ostacolo al guadagno dei gestori stessi.

In risposta, i siti si sono attrezzati con dei blocker-detectors che intercettano il blocco e chiedono di rimuoverlo per poter proseguire la navigazione e accedere ai contenuti proposti dalla pagina.

I RISCHI E I PROBLEMI

I banner pubblicitari possono rappresentare un rischio. Alcuni possono contenere del codice malevolo che interviene una volta che vengono cliccati, infettando il PC o lo smartphone e propagandosi nella rete interna. Riconoscere un banner “farcito” di malware è quasi impossibile ed è sempre valida la raccomandazione di dotare i computer di un buon antivirus e tenerlo sempre aggiornato.

Nel caso della navigazione da mobile le insidie possono essere maggiori, perché le pubblicità possono essere meno visibili e, potenzialmente, ancora più dannose. I banner che vengono visualizzati sui cellulari possono celare dei servizi aggiuntivi a sovrapprezzo.

Ma di cosa si parla esattamente? Di abbonamenti a sms di contenuto informativo e/o di intrattenimento che possono costare da pochi centesimi fino a una decina di euro al mese. È sufficiente toccare (anche involontariamente) dei banner a schermo per ritrovarsi abbonati a questi servizi che prelevano soldi dal credito o dall’abbonamento della sim.

I BANNER PUBBLICITARI PER IL PROPRIO SITO

I banner sono un utile strumento per promuovere la propria realtà presso altri siti, attraverso azioni di link building, scambio visibilità o accordi commerciali. Possono però essere utilizzati anche nel proprio sito per attirare l’attenzione dell’utente verso una comunicazione importante, come il lancio di un nuovo prodotto o un’offerta speciale.

Se ben integrati con gli altri contenuti e studiati adeguatamente dal punto di vista grafico possono essere molto efficaci e portare a buoni risultati in termini di click (e di ROI).

I banner pubblicitari, anche dopo 26 anni, continuano perciò a funzionare, portano click anche a piccole realtà che cercano di farsi conoscere attraverso la rete e permettono di ottenere visibilità. Allo stesso tempo, però, occorre, come detto, essere attenti a studiare questi interventi nel modo giusto, stimolando la curiosità dell’utente, senza essere eccessivamente invadenti.