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Gli epic fail di marketing e comunicazione del 2018 da non dimenticare

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Come primo lunedì lavorativo del 2019, possiamo dichiarare ufficialmente che è tempo di iniziare un altro anno e per farlo non c’è modo migliore che pensare al futuro, cercando di imparare dagli errori passati, o in questo caso dagli epic fail del 2018.

Nel marketing e nei social si è sempre più competitivi e spesso si rischia di sbagliare. A nostro parere l’importante è capirlo, cercare di uscirne bene e ovviamente evitare di commettere nuovamente lo stesso errore, oppure gli errori degli altri. Per questo vi proponiamo anche quest’anno gli epic fail da cui non prendere spunto!


#1 Il video flop di Dolce & Gabbana in Cina

Il più recente e forse il peggiore di tutti è stato il fail di Dolce & Gabbana con i loro video promozionali per la sfilata a Shangai, in Cina. La protagonista dei video è una donna cinese un po’ frivola che ha davanti a sé tre tipici piatti italiani – pizza, cannolo siciliano, spaghetti al pomodoro – che cerca di mangiare con le bacchette.

Cosa c’è di sbagliato?

Prima di tutto lo stereotipo della donna cinese frivola, in secondo luogo il modo impacciato con cui utilizza le bacchette. Gli spaghetti di soia o di riso, ad esempio, vengono mangiati spesso dalla popolazione cinese, quindi non c’è alcun motivo per il quale la donna dovrebbe essere impacciata e girare le bacchette come se fossero una forchetta. Quello che sappiamo per certo è che la popolazione cinese si è piuttosto offesa con i due stilisti, anche per la battuta sottile davanti al cannolo: “È forse troppo grande per te?”.

Dopo aver deciso di rimuovere i video, Stefano Gabbana ha risposto in modo poco elegante alla richiesta di spiegazioni da parte di Michaela Tranova di DietPrada, “l’account Instagram più temuto nella moda”: “D’ora in poi dirò in tutte le interviste che faccio che la Cina è un paese di m***a e che viviamo benissimo senza di te. Cina Mafia ignorante sporca e puzzolente”. Successivamente è stato dichiarato che l’account di Gabbana è stato hackerato e che non è stato lui a scrivere quelle cose.

Questo episodio, che ha portato addirittura all’annullamento della sfilata, ci insegna che è bene studiare la comunicazione del pubblico al quale è rivolta. Non facendolo si rischia di sbagliare completamente e anche di risultare offensivi e perdere l’occasione di raggiungere l’obiettivo.

Dolce & Gabbana Fail


#2 YouTube che confonde l’emoticon della bandiera americana su Twitter

L’account Twitter YouTube Creators ha chiesto ai suoi follower quali fossero i loro creatori americani preferiti in un tweet per celebrare il 4 luglio, sbagliando però l’emoticon: hanno inserito la bandiera della Liberia al posto di quella americana facendo una figuraccia!

Inutile dire che gli utenti se ne sono accorti subito e YouTube Creators ha deciso così di cancellare e ripubblicare il tweet con la bandiera corretta.

Attenzione quindi a controllare bene anche le emoticon che inseriamo nei post.

YouTube fail

 


#3 Uliveto e la Nazionale italiana di pallavolo femminile

Poco politically correct la Uliveto che piazza l’immagine della sua bottiglia sopra ad alcune atlete della squadra, fatalità le due di colore. Uliveto ha prontamente spiegato la situazione, dicendo che hanno avuto pochissimo tempo per preparare l’immagine, ma il risultato è stato comunque un enorme polverone da parte del pubblico che si è lamentato per la scelta grafica.

Il tempo è una risorsa molto preziosa, è per questo che è necessario programmare bene le attività ed essere sempre pronti per l’imprevisto urgente.

Uliveto fail

 


#4 L’assistenza poco professionale di Trenitalia

A noi piacciono molto le aziende giovanili ma riteniamo una regola fondamentale quella di non dimenticare mai la professionalità. L’utente Mariacarmela ha pubblicato lo screenshot di una conversazione in cui l’assistente alla clientela dall’altra parte dello schermo ha utilizzato una serie di abbreviazioni: “C’è un prb cn qst offerta”.

Non è stato per nulla professionale e il fatto che probabilmente fosse un giovane dipendente alle prime armi non lo giustifica, in quanto in quel momento rappresentava Trenitalia. Se dall’altra parte ci fosse stato qualche cliente meno giovane avrebbe potuto non essere sicuro di cosa volessero significare quelle abbreviazioni e di conseguenza si sarebbe sentito imbarazzato. Fondamentale perciò per ogni azienda istruire adeguatamente il proprio personale sull’immagine che si deve avere all’esterno.

Trenitalia fail

 


#5 La Repubblica e un errore grammaticale

Per qualcuno non è un errore importante, altri ancora non si accorgono di sbagliare nonostante siano ormai anni che i puristi della lingua italiana incutono terrore online, ma da un quotidiano famoso come La Repubblica proprio non ci si aspetta l’errore dell’apostrofo in “qual è”, tra l’altro uno dei più comuni e dei più discussi!

E una delle risposte al sondaggio lo rende ancora più epic fail: tra le opzioni di risposta alla domanda c’era infatti “cultura” e una delle testate giornalistiche più famose e importanti d’Italia dovrebbero dare il buon esempio e stare più attenta ai propri testi.

Fail La Repubblica

 


#6 La pecca nella revisione dei giornali

Un articolo di giornale è riuscito a essere stampato e distribuito con un pezzo di bozza. Per riempire un buco è stato scritto un promemoria che però nessuno si è ricordato di cancellare! Qualche errore può scappare, questo però è stato particolarmente grave. È vero che spesso c’è bisogno di riempire spazi e non è sempre facile decidere come farlo, però anche in questo caso ci doveva essere un controllo più attento della bozza.

Attenzione quindi a controllare bene prima di pubblicare un articolo e soprattutto prima di mandare in stampa un giornale.

Fail giornale

 


#7 Zalando e il refuso nella newsletter

Pessima revisione anche per la newsletter di Zalando, dove hanno dimenticato una lettera nella parola “SCOPRI”.

Anche in questo caso valgono le osservazioni del #6: controllare è sottovalutato ma molto importante, anche se abbiamo tutta la fretta del mondo!Zalando fail


#8 Asos e il refuso nelle buste

Asos ha trasformato un fail in un win riconoscendo l’errore ancora prima dei suoi clienti e scherzandoci sopra: lo spirito giusto per superare un problema!

Invece di scrivere “online” in un gran numero di sacchetti per i loro articoli di abbigliamento hanno scritto “onilne”, tipico errore di battitura, ma il famoso e-commerce ha sfruttato l’occasione per scherzare con i propri clienti, trasformando le buste con il refuso in buste “in edizione limitata”.

Questo, secondo Puntoventi, è un fantastico metodo per affrontare le difficoltà e gli sbagli in azienda, perché sappiamo tutti che la perfezione non esiste ma proprio per questo è sempre necessaria un’ottima abilità nel problem solving, che con un po’ di stile e dignità può tramutare in simpatia e originalità.

Brava, Asos!

Asos fail-win

 


#9 RDS e i tagli delle immagini social

Da non sottovalutare l’importanza delle grandezze delle immagini dei vari social network come insegna il fail di RDS, che ha pubblicato un tweet che segnalava la presenza della cantante Giorgia un po’ equivoco.

fail rds


#10 L’Unione Europea sostiene cosa?

Nessun errore di battitura né di contenuto, solo una pessima scelta di posizionamento del cartellone pubblicitario; basta un’angolazione sbagliata et voilà, l’Unione Europea non sostiene più Pompei!

Unione Europea fail

 


#Specialmention

Menzione speciale per il social media manager de Il Messaggero e di Bio Farm Orto, che sbadatamente ha pubblicato un post dell’azienda agricola biologica con l’account del quotidiano. Per la comunicazione della vostra azienda è sempre importante affidarsi a professionisti per evitare errori di questo tipo.

 

Social media FAIL

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