Personal branding e web reputation sono due termini entrati nel nostro quotidiano e spesso associati all’attività “commerciale” di ognuno. La settimana scorsa siamo intervenuti ad un incontro promosso dall’Università degli Studi di Verona, nel contesto della festa studentesca Smartmellow, per spiegare agli studenti l’importanza di curare questi aspetti per “vendersi” meglio.

Qualcuno potrebbe pensare che chi non ha un’attività imprenditoriale non debba curare il proprio brand personale e monitorare la propria web reputation, ma non è così!

Pensando al brand personale, semplificando, possiamo dire che si tratta dell’immagine di sé che ognuno vuole far percepire all’esterno, non solo l’aspetto esteriore ma anche linguaggio, lessico, atteggiamento… l’immagine è fondamentalmente quello che permette agli altri di farsi una prima impressione e può essere offline o online.

Con offline ricomprendiamo tutto ciò che è la nostra vita nella società, quando usciamo di casa ed entriamo in contatto con altre persone nel mondo “reale” stiamo comunicando la nostra immagine che, in questo caso, è abbastanza complessa poiché mettiamo a disposizione diversi elementi per essere valutati.

Diverso invece quanto accade online. Chiunque navighi e interagisca sul web lascia delle tracce e dà alcuni elementi rispetto alla propria persona, in particolare attraverso i social. Ovviamente quanto viene lasciato sui propri canali online non sempre corrisponde ad un’immagine reale della propria vita, il più delle volte mettiamo a disposizione il meglio (o il peggio) di noi e talvolta lo facciamo con leggerezza, senza pensare che quella traccia rimarrà a disposizione per anni.

Qui entra in campo la web reputation, ovvero il monitoraggio della propria presenza sul web, essenziale per capire al meglio cosa può vedere un utente qualsiasi quando cerca il nostro nome. Ma perché è così importante curare questo aspetto? Perché oggi il web mette a disposizione di chiunque informazioni sulla nostra vita e sulle nostre passioni e queste possono essere percepite in maniera non adeguata, per esempio da un potenziale datore di lavoro, da un partner professionale o da un cliente.

E come faranno i figli a prenderci sul serio con le prove che negli anni abbiamo lasciato su facebook?” recita un verso di una nota canzone dell’estate 2016. Ed è giusto porsi questa domanda, come viene percepita la mia immagine dal web? è pertinente con quanto voglio trasmettere?

Non è una questione di “giusto” o “sbagliato”, di “vero o “finto”, ma purtroppo con l’avvento dei social abbiamo messo a disposizione una quantità di informazioni che prima sarebbero state disponibili solo con un colloquio personale, inoltre abbiamo reso accessibile una parte della nostra vita privata. Pertanto è importante essere consapevoli di ciò che è visibile e, se necessario, rivedere i propri contenuti per mettere a disposizione ciò che possa sostenere il nostro brand.

Vuoi saperne di più? Guarda i video del nostro intervento all’Università di Verona sulla nostra pagina Facebook!