In questo blog abbiamo affrontato, sotto molti punti di vista, le strategie che un brand dovrebbe mettere in pratica per accrescere il proprio pubblico e, di conseguenza, le proprie opportunità di vendita.

Nei periodi di contrazione economica (ma non solo), una buona idea potrebbe essere quella di attivare delle collaborazioni con brand affini, che solitamente risultano meno dispendiose delle manovre di marketing individuali e al contempo sono incubatrici di idee innovative.

Come scegliere il partner con cui collaborare?

  1. Generalmente le collaborazioni che rendono di più, nascono tra brand che appartengono allo stesso settore di riferimento. Questo perché due visioni del mondo simili, così come modelli di comunicazione e pubblici conformi, rendono il processo più semplice e omogeneo. Ciò che dobbiamo chiederci è: il target del mio partner, accoglierebbe positivamente la collaborazione con me? E viceversa, il mio pubblico come vivrebbe il rapporto con un determinato brand?
    Queste valutazioni vanno fatte in via preliminare, necessariamente, analizzando e studiando i canali di comunicazione del potenziale partner. In che modo? Semplice, controllando a fondo i social media, il blog aziendale, oppure occupandoci di verificare le recensioni su siti web che lo riguardino direttamente.
    I contro? Assicuriamoci che il pubblico dell’altro brand non sia perfettamente sovrapposto al nostro: saremmo come due galli nello stesso pollaio.
  2. Strettamente correlata al punto 1, la percezione che un pubblico ha di un brand porta con sé un altro aspetto da tenere in considerazione: se non si condividono valori e obiettivi, si rischia un flop totale. Pensiamoci bene: se il nostro interesse è garantire la qualità del prodotto, mentre per il nostro partner è importante la quantità, non c’è il rischio che diventi molto difficile coniugare i due intenti?
  3. Teniamo in considerazione anche i precedenti negativi del nostro papabile collaboratore: se in passato è stato coinvolto in qualche attività non molto pulita, è finito nei guai o è incappato in qualche “scivolone comunicativo”, la traccia che si lascia dietro potrebbe danneggiare il nostro brand. E questo certamente non lo vogliamo.

Quali sono i vantaggi di una partnership?

Come già dicevamo in apertura, uno dei vantaggi più lampanti di una partnership strategy è l’abbattimento dei costi: mettere insieme le risorse per un progetto, dividendo le spese, ci mette nella condizione di non dover investire molto del nostro capitale.

Il risparmio non è però l’unico benefit. Collaborando con uno specialista del nostro settore di riferimento, potremmo importare alcuni modelli positivi da applicare alla nostra azienda o scoprire che alcuni canali di comunicazione che non utilizzavamo possono invece essere particolarmente fruttuosi.

Il co-marketing, se strutturato adeguatamente, funziona da propulsore per tutti i partner di progetto, aumentando la brand awareness.

Una considerazione finale

Ovviamente, misurare il successo di una campagna di co-marketing non è una questione semplice, se non si stabiliscono dei parametri in apertura. Come leggiamo bene su thinkwithgoogle.com, verificare il Return On Investment non è solamente una questione di monetizzazione, ma anche di ampliamento del pubblico, di copertura delle campagne, di raggiungimento di impression sui social network: quindi una serie di benefici collaterali non legati direttamente all’incasso.

L’importante è sempre partire con le idee chiare e un solido progetto!