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Cos’è la comunicazione accessibile e inclusiva?

Gabriele 0 commenti

Dall’11 aprile Topolino si presenta in tutte le edicole completamente rinnovato, nella grafica, nei contenuti e con un’importante novità legata alla leggibilità. Il fumetto che racconta le storie del topo più conosciuto al mondo e dei suoi fantastici amici ha infatti posto l’attenzione sull’inclusività e l’accessibilità del prodotto per utenti che abbiano disturbi della lettura. Questa azione sottolinea l’impegno e la sensibilità sempre più diffusa ad effettuare scelte che possano garantire alta fruibilità dei prodotti da parte di soggetti con difficoltà. La scelta di Topolino tocca una delle caratteristiche più importante della comunicazione: il font. Il carattere di scrittura è infatti uno degli aspetti più importanti per quanto riguarda l’accessibilità.

Per comunicazione inclusiva si intende proprio la capacità di far arrivare un messaggio a qualsiasi utente superando disabilità e deficit attraverso un’attenzione specifica ai metodi più appropriati per abbattere eventuali barriere architettoniche e barriere sensoriali.

Ma vediamo in dettaglio quali accorgimenti si possono adottare per rendere accessibile la propria comunicazione.

IL FONT
(online e offline)
Partiamo proprio dal carattere di scrittura, qualsiasi sia il supporto su cui comunichiamo. Esistono due grandi famiglie di caratteri: graziati (Serif) e senza grazie (Sans Serif). Le grazie sono degli orpelli ornamentali alle estremità delle lettere. Nella scelta del font, è sempre bene tenere presente che alcuni di essi rendono difficile distinguere alcune lettere come ad esempio la lettera i maiuscola (I), il numero uno (1) e la lettera elle minuscola (l). I caratteri lineari alle estremità e arrotondati nella parte superiore sono quelli che il cervello riconoscere più rapidamente. Le persone infatti non leggono lettera per lettera ma a salti e concentrandosi sulla parte superiore e laterale. I font determinano il grado di leggibilità e allo stesso tempo contribuiscono all’aspetto estetico della creatività. Va sottolineato che per chi ha a cuore gli utenti che soffrono di dislessia (come Topolino) è stato creato dal designer torinese Federico Alfonsetti un font specificatamente studiato per agevolare la comprensione da parte di questi utenti di tutti i testi (l’EasyReading).

Una parentesi va fatta anche sull’utilizzo dei caratteri Braille (ovviamente su supporti offline). Sempre più realtà commerciali e culturali, infatti, studiano e propongono una comunicazione rivolta ai non vedenti rendendo fruibili le informazioni dedicate alla propria offerta attraverso strumenti innovativi dedicati.

L’ALTO CONTRASTO
(online e offline)
Il contrasto, ossia la differenza di luminosità tra i caratteri e lo sfondo, è uno dei fattori che maggiormente incidono sulla leggibilità di un testo scritto. Per quanto riguarda la stampa su carta, i problemi di leggibilità legati al contrasto non sono rari in dépliant e locandine che spesso prediligono una scelta stilistica accattivante più che altamente fruibile. Sul web vige la stessa regola e spesso ci si imbatte su testi di difficile visualizzazione. Le scelte di utilizzo dell’alto contrasto vanno a supporto di persone con deficit visivo come gli ipovedenti, i daltonici ma anche molti anziani che presentano deficit cromatici che riducono, anche sensibilmente, la loro capacità di cogliere le differenze di colore.

ORGANIZZAZIONE DEI CONTENUTI
(online e offline)
I contenuti devono essere organizzati visivamente in maniera ordinata, spaziati adeguatamente. Lo spazio tra le parole è indispensabile per identificarne la forma e quindi riconoscerle all’interno della sequenza di lettura. Esso deve essere significativamente più marcato rispetto a quello che separa le lettere al loro interno. Anche uno spazio eccessivo tra una parola e l’altra può creare problemi. Il testo che tocca il bordo è di difficile identificazione, soprattutto quando il bordo ha lo stesso colore dei caratteri. Alcuni accorgimenti? Evitate pagine percettivamente troppo uniformi e prive di punti di riferimento visivi, spezzare con opportuni salti di riga, rientri all’inizio dei paragrafi, spazio aumentato tra gli stessi paragrafi.

SCREEN READER
(online)
Gli utenti con gravi problemi di vista utilizzano dei supporti che agevolino la loro esperienza di navigazione, gli screen reader, proprio come si evince dal nome, leggono la pagina web in cui l’utente arriva, da sinistra a destra, dall’alto al basso. È fondamentale pertanto organizzare i contenuti in modo che siano facilmente comprensibili per chi utilizza questa tecnologia oltre a prevedere un testo alternativo a supporto di una fruibilità immediata ed efficace.

La maggior parte di questi accorgimenti tocca persone con difficoltà visive ma nella realizzazione della propria comunicazione c’è da pensare anche ad altre tipologie di disabilità. Ad esempio, nella comunicazione offline, bisogna sempre tener conto dell’altezza a cui poniamo il nostro messaggio per favorire la fruibilità di utenti in sedia a rotella ed è bene ricordarsi che anche uno spazio, come può essere un ufficio o un negozio,  non accessibile è uno strumento di comunicazione non inclusivo. L’attenzione all’abbattimento di barriere, anche nella comunicazione, è un bel messaggio e una strada da perseguire! Grazie a Topolino che ci ha dato modo di riflettere sulla comunicazione inclusiva e accessibile a tutti!

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