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La psicologia di un biglietto da visita

Gabriele 0 commenti

In un’era sempre più digitale, dove gli strumenti cartacei sembrano sempre più inutili, ce n’è uno che resiste e persiste nel suo ruolo di supporter commerciale sempreverde: il biglietto da visita. Sebbene le v-card, i contatti digitali e le rubriche email siano sempre più diffusi, il biglietto da visita, soprattutto in un rapporto B2B, rappresenta un elemento fondamentale della pratica commerciale poiché innesca un meccanismo psicologico molto particolare.

Il biglietto da visita cartaceo, infatti, è qualcosa di materiale, tangibile, che si può toccare. Questo aspetto non va sottovalutato: il tatto è un senso che gioca un ruolo importante nel nostro rapporto con il mondo. Poter toccare, rigirare tra le mani, tenere in mano il biglietto porta l’interlocutore a instaurare un rapporto con quello strumento che, a tutti gli effetti, rappresenta in qualche modo chi gliel’ha dato. 

Inoltre, il suo essere materiale, porta il biglietto a essere facilmente recuperabile “al bisogno” oppure ritrovato in un secondo momento alimentando il ricordo dell’incontro e insinuando la generazione del bisogno commerciale cui ogni imprenditore aspira per il proprio cliente. Avere tra le mani una testimonianza di un incontro alimenta anche una sensazione di “realtà” che dona più valore all’appuntamento in quanto prova tangibile di esso. Il biglietto da visita rievocherà scene, parole, sensazioni, esattamente come un souvenir di viaggio. 

Ma come deve essere un biglietto da visita per essere efficace e generare questi ricordi?

  1. ESSENZIALE – il biglietto da visita non è una brochure, le informazioni contenute in esso devono essere poche e selezionate. Mai costringere l’interlocutore a “perdere tempo” tra mille parole, icone, numeri.
  2. CHIARO – deve essere chiaro alla prima occhiata di chi è e a che attività si riferisce. In un mondo sempre più connesso e dove i contatti sono centinaia è bene non rischiare che il proprio biglietto sia cestinato per errore.
  3. BRANDING –  il proprio brand deve essere presente e identificabile, in fondo, fino a qualche tempo fa, un biglietto da visita rappresentava uno status e chi lo possedeva metteva in essere una grande azione di branding
  4. LEGGIBILE – le poche parole presenti devono essere leggibili, font e colori vanno studiati perché siano ben compresi velocemente.
  5. ACCATTIVANTE – per questo anche un semplice biglietto da visita va studiato e realizzato con regole di comunicazione, immagine coordinata e marketing precise.

Ma attenzione, il biglietto è solo uno strumento, le sensazioni e i ricordi positivi, per generare il bisogno commerciale, devono essere studiati e messi in atto da chi, quel biglietto, lo lascia al proprio interlocutore! Non si pretenda troppo da un semplice pezzo di carta!

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