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Luoghi comuni nelle pubblicità

Gabriele 0 commenti

“Gli uomini e le donne sono uguali” canta Cesare Cremonini e tutti sono pronti ad annuire poiché la parità di genere è diventato un must del nuovo millennio. Tuttavia gli spot pubblicitari spesso ci propongono luoghi comuni e cliché visti e rivisti in cui, per esempio, maschi e femmine sembrano universi lontani e nemmeno tanto paralleli. L’abilità di chi propone video promozionali deve essere quella di focalizzare l’attenzione sull’utente, sul target, offrendo curiosità e contenuto che vadano bene per colpirlo.

Ricordate lo spot Tampax? Quello in cui un uomo non sapeva nemmeno lontanamente come si infilassero delle calze?

Questo è proprio l’esempio dell’utilizzo sbagliato del luogo comune. Se a una prima occhiata può far sorridere la totale incapacità del maschio alfa di comprendere cosa sia un mascara e a cosa serva una striscia per la ceretta, è evidente il tentativo di far passare il messaggio che l’utilizzo del prodotto è “a prova di uomo” puntando sull’annosa questione della diversità fra uomini e donne.

I luoghi comuni sono le stesse fondamenta della “famiglia perfetta“, quella con genitori trentenni, figli adolescenti, animale domestico, casa impeccabile e buon umore del lunedì mattina… la familiarità della scena famigliare spesso viene minata dalla punta di invidia di chi il lunedì mattina fa fatica ad alzarsi a prepararsi in tempo e a uscire di casa, dopo una sana e abbondante colazione, senza essere spettinato. Queste sensazioni possono provocare nell’utente l’esatto contrario del previsto, facendo risultare falsa e fastidiosa l’azienda che propone quel contenuto così lontano dalla realtà.

L’Italia spesso è in rincorsa rispetto agli altri Paesi in termini di audacia e capacità di trasmettere efficacemente messaggi realistici che riescano, allo stesso tempo, a essere “politically correct”. Sul tema della famiglia uno spot ben riuscito è quello di Tesco Ireland. Il ritratto della famiglia di Tesco è vicino alla realtà, sensibile a qualsiasi tipologia di famiglia e, soprattutto, per nulla finto o artefatto. 

 

Per restare in tema famiglia, anche l’essere genitori spesso è un’esperienza dipinta come idilliaca, divertente e per nulla faticosa. Di sicuro in Italia cambiare un pannolino è la cosa più semplice del mondo… in TV. Ben diverso è nella realtà e ci pensa Durex a ricordarcelo. Ovviamente questo spot è decisamente irriverente e costruito per enfatizzare l’utilizzo dell’anticoncezionale, ma di sicuro è fatto smentendo tutti i cliché positivi della genitorialità.

 

Ma il nostro paese, a volte, riesce a giocare adeguatamente sul luogo comune e, anzi, a farlo diventare punto di forza da valorizzare. Italian Trade Agency ha creato per il Ministero dello Sviluppo Economico in occasione di Expo 2015 la campagna Italy the extraordinary commonplace in cui, partendo proprio dagli stereotipi dell’italiano latin lover, pizzaiolo e amante della dolce vita, racconta la vera Italia fatta di lavoratori, scienziati, designer e ricca di produzioni all’avanguardia. A riprova che, se applicato con attenzione e capacità, anche il cliché può diventare punto di forza e di partenza di un buon video promozionale.

 

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