Ultimo aggiornamento 18 Aprile 2020 di Alessandra

Non è un segreto come Google non smetta mai di innovare se stesso, con l’obiettivo di migliorare sempre la user experience dei suoi navigatori e di ampliare continuamente le funzionalità che mette a disposizione. Il motore di ricerca più utilizzato al mondo, inoltre, è sempre molto attento ad offrire alle aziende, in particolare le piccole e medie realtà locali, strumenti per  aumentare la propria visibilità e per la propria promozione, spesso anche gratuiti.

Questa settimana abbiamo voluto raccogliere le novità di Google degli ultimi mesi, sia quelle che sono già pienamente operative sia quelle in fase di test.

1- LA FUNZIONE POST NELLA CONSOLE MYBUSINESS

Dopo ben tre anni dall’unificazione degli strumenti dedicati alle aziende “locali” (Google Places, Google plus business, Google plus Local e Maps)  Google introduce MyBusiness Post dando nuovo impulso alla sua piattaforma legata al settore commerciale. I post MyBusiness possono avere tagli diversi tra loro: testo + immagine, testo + immagine + call to action (ulteriori informazioni, prenota, registrazione, acquista, salva offerta), evento (l’unica opzione che permette di inserire un link). In sostanza si tratta di una via di mezzo tra micro blogging e un nuovo prodotto di Native Advertising.

In questo modo, coloro che cercheranno il nome della vostra azienda su Google potranno vedere, sotto alle informazioni del vostro Google Knowledge Panel, gli ultimi contenuti condivisi attraverso un post o la creazione di un evento. In questa posizione i post restano in evidenza per una settimana, o nel caso dei post evento, fino alla data fissata per l’evento.

Google fornisce anche delle statistiche sulla visualizzazione dei post e sui clic. È necessario accedere al singolo post dalla dashboard di MyBusiness per visualizzarli. Inutile dire che il content marketing resta centrale nella gestione di questa nuova finestra di dialogo con gli utenti.
NB: I nuovi post non sono disponibili per ogni settore commerciale. Al momento restano esclusi dal nuovo servizio hotel e b&b.

2- UNO STREAM PERSONALIZZATO DI NEWS

Google risponde a tono alla sfida lanciata da Facebook di porsi come luogo di riferimento per il reperimento e la consultazione di notizie e decide di introdurre un suo “news feed“: una selezione personalizzata delle notizie e delle informazioni più rilevanti, che comparirà automaticamente sui cellulari e che sarà customizzata sulla base degli interessi di ciascun navigatore. La profilazione, a differenza di quella di Facebook e di Twitter, si baserà su di un profilo individuale che Google stesso costruirà a partire dalle preferenze sul motore di ricerca e da quelle che emergono dalle connessioni sui social di ciascuno.

Nell’ottica di fornire notizie da più punti di vista, Google mostrerà diverse schede provenienti da giornali diversi che trattano lo stesso argomento. Inoltre, quando disponibili, BigG fornirà informazioni utili per il fact checking e per una visione complessiva del tema.
L’introduzione di questo “news feed”, oltre a ridimensionare notevolmente l’utilizzo di Google Now, cambierà anche la user experience dell’utente che sceglierà di utilizzarla. Per ogni ricerca effettuata, infatti, l’App proporrà delle categorie di argomenti offrendo la possibilità di seguire quello specifico “gruppo di notizie”.

3- L’ELIMINAZIONE DEGLI URL NELLE RICERCHE DA MOBILE

Le ricerche su Google da mobile potrebbero non indicare più gli URL, gli indirizzi in rete, all’interno dello snippet di ciascun risultato presente nella SERP. Secondo un’indiscrezione di The Next Web è possibile che sia questo il futuro per i milioni di utenti che da tutto il mondo su smartphone utilizzano il famoso motore di ricerca.
Se la cosa dovesse diventare definitiva, in navigazione mobile si passerebbe dall’URL classico ad un formato breadcrumbs-like ed in particolare:

  • il nome a dominio verrà sostituito dal nome del sito (es. www.google.com diventa Google);
  • la struttura dell’URL verràmostrata come breadcrumbs (es. www.google.com/about/company/history diventa About > Company > History).

La conseguenza immediata di questa scelta di Google, anche se confinata solo alle ricerche da mobile, è l’elevatissima importanza di avere URL ben strutturate.

Oltre a questo, pare che Google stia cercando di sperimentare anche altri modi per visualizzare gli URL, spingendo anche sui pagine AMP (Accelerated Mobile Pages), ovvero pagine web strutturate in base ad uno specifico codice che ne accelera il caricamento, rendendole preferibili nella navigazione da mobile. L’obiettivo finale del motore di ricerca, quindi, potrebbe essere forse, non l’eliminazione degli URL, ma la valorizzazione delle pagine AMP rispetto ai contenuti “lenti”.
L’operazione (esperimento?) si configura quindi più come un A/B test, invece che rappresentare una eliminazione in toto degli URL all’interno della visualizzazione da SERP.

In conclusione, pare proprio che Google voglia accentrare e sottolineare sempre di più il proprio ruolo di porta di accesso al mondo web, sottolineando, con quest’ultima azione, il fatto che i risultati da lui forniti sono talmente adeguati da non richiedere una certificazione della fonte. Se l’aggiornamento dovesse vedere confermato il proprio valore, il gigante di Mountain View segnerebbe davvero un bel goal alle iniziative di fact checking di Facebook.