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Nel backstage grazie ai social

Annalaura 0 commenti

L’importanza del mostrare cosa succede dietro le quinte

Spesso non ci rendiamo conto di quanto i social network abbiano rivoluzionato il nostro modo di vivere, anche nelle cose più piccole e inconsce. La tempestività con la quale veniamo a conoscenza di ciò che accade nel mondo è innegabilmente un risultato delle profonde trasformazioni dei media digitali. A volte è quasi impossibile non essere informati di un determinato avvenimento perché, vuoi o non vuoi, ne troverai notizia scrollando le bacheche social o qualcuno te lo dirà dopo averlo fatto a sua volta. È un po’ come se fossimo costantemente collegati con il mondo esterno, senza possibilità di scelta su cosa sapere e cosa no.

Se utilizzate adeguatamente, però, le potenzialità dei social superano di gran lunga i loro punti deboli: avere la possibilità di sapere, conoscere, scoprire con immediatezza e semplicità è davvero una grande rivoluzione.

È proprio grazie alla facilità di raggiungimento delle persone di cui godono i social media che tante aziende hanno aperto le porte del “dietro le quinte” per coinvolgere maggiormente il proprio target e comunicare serietà, affidabilità e concretezza: grazie ai social, molto spesso, è come se potessimo toccare con mano non solo i prodotti ma anche la loro ideazione, selezione, produzione e distribuzione. Mostrare cosa sta dietro al prodotto finale è un grande vantaggio sia in termini di engagement che di fidelizzazione: un cliente che sa chi ha prodotto quell’articolo e come è stato realizzato sarà un cliente più invogliato ad effettuare l’acquisto.

Tra le tante realtà che hanno capito l’importanza del mostrare il “backstage” c’è l’azienda Morato, produttrice artigianale di panificati, che ha saputo cogliere al volo l’opportunità di aprire le porte del reparto produzione agli utenti social sfruttando una collaborazione, perlopiù casuale, con l’influencer Giulia Valentina.

Nel mondo della moda e del beauty, invece, i social sono stati rivoluzionari soprattutto per il rapporto tra i brand e i clienti finali: in questi settori, fino a qualche anno fa, un velo di mistero avvolgeva le nuove collezioni, i nuovi capi, i nuovi prodotti, quasi come se potessero venirne a conoscenza solo le persone che poi si sarebbero potute permettere di acquistarli. Le sfilate di moda si svolgevano in gran segreto, con invitati vip e a porte chiuse, così come i lanci di nuovi prodotti o i party after show.

Ma ora, grazie soprattutto a Instagram, è come se fossimo tutti invitati ai défilé più esclusivi rimanendo comodamente seduti sul nostro divano. La nascita delle nuove professioni del web, specialmente quella degli influencer, ha incentivato una grande trasformazione del fashion system: molti personaggi famosi vengono invitati a eventi strategici proprio perché, attraverso le loro stories, possano rendere partecipi i follower di ciò che sta accadendo. L’immediatezza con la quale possiamo venire a conoscenza di nuovi capi o nuovi prodotti fa sì che l’interesse per i brand (anche per quelli più lussuosi) salga in maniera costante e coinvolga anche chi, poi, non effettuerà nessun acquisto.

Cosa ci guadagnano le aziende? Notorietà! Quella notorietà che, oggi, paga molto più di un capo da migliaia di euro.

Come riprodurre tutto questo anche nelle piccole realtà? Dedicando del tempo all’uso corretto e strategico delle piattaforme social: una storia postata quotidianamente non costa nulla, ma può fare davvero molto. È bene, quindi, integrare il proprio piano editoriale con una pubblicazione costante di ciò che accade dietro le quinte (attraverso stories ma anche post), per mostrare chi realizza il prodotto finale e cosa accade lì dove solitamente i clienti non hanno accesso. Tutto questo stimola la curiosità, comunica concretezza e affidabilità e coinvolge gli utenti conferendogli importanza, a tal punto da voler raccontare loro qualcosa di più “intimo” della nostra azienda.

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